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Il Casanova, di Federico Fellini  - recensito alla luce di una candela bianca - "Una monaca che da due mesi vi vede ogni Domenica alla messa del Convento, desidera conoscervi. Vi aspetterà sulla riva dell’Isolotto di San Bartolo questa notte, senza domestico… e con una candela in mano.” Così Giacomo Casanova - in mezzo alle onde di un mare sintetico fatto di teli di plastica e con il brusio forte del vento altrettanto artificiale nel suo rumore volutamente snaturato - ci presenta il primo di una lunga serie d’incontri amorosi. E’ reggendo una candela bianca in mano che Casanova ci invita a conoscere questo suo modo di amare, un amor profano che è l’amor profano per eccellenza - talmente “profano” che si mischia e si confonde con il sacro perché coinvolge una monaca, simbolo di castità cristiana – e non è forse a caso che sia proprio una candela a gettare luce su quel foglio di carta; candela dal latino candere (candeggiare), che significa “bruciare fino al bianco” e ...
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Ibéria di Claude Debussy e l’Orientalismo in Europa Pare bizzarro utilizzare un termine come “orientalismo” - che generalmente indica un approccio e un interesse nei confronti di culture extra-europee - in riferimento ad un territorio come la penisola iberica che, senza alcun dubbio, costituisce parte fondamentale dell’Europa moderna. Per capire come l’orientalismo possa avere senso in questo contesto dobbiamo prima di tutto capire chi fossero e a che periodo storico appartenessero gli “occidentali” che osservavano il territorio spagnolo con lo stesso identico stupore di chi osserva qualcosa di esotico. Ecco cosa scrive James Parakilas a tal proposito:  It was the French who needed Spain to be exotic. They had long looked to their Latin neighbours, especially the Italians, for cultural leadership. (…) The exoticizing of Spain, in other words, was part of a larger process by which artists in northwest quadrant of Europe – especially French artists – turned the rest of the co...